[Tecniche di neuroimaging e relative acquisizioni nel disturbo bipolare: lo stato dell'arte].

Rivista di psichiatria

PubMedID: 24572578

Dell'Osso B, Dobrea C, Palazzo MC, Cremaschi L, Penzo B, Benatti B, Camuri G, Arici C, Suppes T, Altamura AC. [Tecniche di neuroimaging e relative acquisizioni nel disturbo bipolare: lo stato dell'arte]. Riv Psichiatr. 2014;49(1):2-11.
RIASSUNTO. Il disturbo bipolare (DB) è una patologia dell'umore cronica e disabilitante, associata a un significativo tasso di suicidalità tra i disturbi psichiatrici. Nonostante le basi fisiopatologiche del DB non siano ancora state del tutto chiarite, durante l'ultimo ventennio la ricerca nel campo del neuroimaging ha documentato specifiche anomalie a livello neuroanatomico e funzionale nei pazienti bipolari. La presente rassegna, condotta attraverso una ricerca bibliografica in Medline, si propone di fornire uno sguardo aggiornato e completo sulle evidenze, a oggi disponibili, riguardo alle principali alterazioni rilevate nel DB, mediante tecniche di neuroimaging strutturale e funzionale. Tra le anomalie strutturali, le più consistenti sembrano interessare la corteccia frontale, temporale e insulare, l'amigdala e i gangli della base, oltre a includere un incremento nelle dimensioni ventricolari. La spettroscopia di risonanza magnetica nucleare ha consentito, a sua volta, di evidenziare alterazioni biochimiche a carico di diversi sistemi neurotrasmettitoriali. I dati di neuroimaging funzionale sono risultati alquanto eterogenei: studi con tomografia a emissione di positroni e tomografia computerizzata a emissione di fotone singolo hanno mostrato anomalie fase-correlate a livello del flusso e del metabolismo glucidico, così come variazioni nella densità del trasportatore della serotonina e nel legame allo stesso. Inoltre, le acquisizioni di risonanza magnetica funzionale hanno documentato la compromissione di circuiti neurali coinvolti nei processi di regolazione emozionale, comprese le regioni limbiche anteriori, prefrontali ventrali e dorsali. Nel complesso, i dati di neuroimaging stanno contribuendo in modo significativo alla comprensione dei correlati neurali del DB, come documentato dal presente lavoro di revisione.